venerdì 21 giugno 2013

La guerra dei numeri

La Federal Reserve ha confermato il costo del denaro al minimo storico dello 0-0,25% ed il proseguimento del piano di acquisto asset per 85 miliardi di dollari mensili. Il numero uno della Fed, Ben Bernanke, ha detto a chiare lettere che il programma della banca centrale per l'acquisto di 85 miliardi di dollari di titoli mensile per il momento non subisce rallentamenti. La grande maggioranza del board della stessa Fed e' concorde nell'andare avanti col programma (10 governatori hanno votato a favore dei tassi sui livelli attuali, 2 si sono espressi diversamente, per la prima volta dal settembre 2011 e' mancata l'unanimita' o il disaccordo di un solo membro del board) mentre informazioni su un suo rallentamento verranno fornite al momento adeguato. Durante la conferenza stampa a conclusione della riunione del Fomc, il comitato di politica monetaria della Fed, il suo presidente ha tuttavia anche informato i mercati che in base all'andamento degli indicatori economici sarebbe anche possibile una moderazione dell'acquisto di asset nel corso del 2013 ed una conclusione del programma a sostegno dell'economia entro la metà del 2014. L'economia Usa crescera' secondo la Fed tra il 2,3% ed il 2,6% nell'anno in corso (stime di marzo 2,3% -2,8%) mentre il tasso di disoccupazione dovrebbe essere compreso tra il 7,2% -7,3% (7,3% -7,5% la stima precedente). E' in ogni caso immaginabile che trascorrera' una considerevole quantità di tempo tra la fine del Qe3 e l'aumento dei tassi di interesse, e questo indipendentemente da quando le misure di stimolo all'economia saranno ridotte o eliminate. Il calo dell'1,39% da parte dello S&P500, che ha terminato la seduta a 1628,23 punti, rende una idea abbastanza chiara del gradimento dei mercati alle parole di Bernanke. Si e' trattato della seduta peggiore dal 31 maggio e della quinta peggiore seduta del 2013. Per il momento comunque i prezzi non hanno violato supporti di rilievo, e' ancora possibile che lo scivolone di mercoledi' venga riassorbito in tempi brevi. Le cose cambierebbero drasticamente sotto 1620, area di transito della linea che sale dai minimi dello scorso novembre e della media mobile a 50 giorni. Probabili in quel caso affondi tra i 1520 ed i 1560 punti almeno. La rottura di 1660 permetterebbe invece di considerare archiviata la delusione per le parole di Bernanke e ripristinato l'uptrend. Evidente anche l'effetto sul cambio euro dollaro, che ha tagliato al ribasso le medie a 100 e 200 ore, adesso resistenza a 1,3360 e 1,3315. Discese fino a 1,3180, 38,2% di ritracciamento del rialzo dai minimi di maggio, non muterebbero il trend di fondo favorevole all'euro, sotto quei livelli attesi invece ulteriori affondi in area 1,30 almeno.Milano, 20 giu. (LaPresse/Finanza.com) - La Borsa di Milano ha chiuso in profondo rosso all'indomani delle parole di Ben Bernanke. A deprimere il mercato anche il Pmi manifatturiero che secondo Hsbc a giugno, è sceso a 48,3 punti contro le attese che indicavano 49,1 punti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 9 mesi. Il sell-off generalizzato ha colpito anche l'oro che è sceso sotto quota 1.300 dollari l'oncia per la prima volta dal settembre 2010. Sul secondario lo spread Btp-Bund si è riportato in area 290 punti base e il rendimento del bond decennale è salito sopra il 4,5%. E così a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,09% a 15.549 punti.
Vendite sostenute sul comparto bancario: Popolare dell'Emilia-Romagna ha ceduto l'8,07% a 4,73 euro, Popolare di Milano il 5,46% a 0,362 euro, Unicredit il 4,09% a 3,798 euro, Intesa SanPaolo il 4,60% a 1,264 euro, Ubi Banca il 3,58% a 2,908 euro, Monte dei Paschi il 3,75% a 0,20 euro, Banco Popolare il 2,97% a 0,965 euro. Pesante Fiat (-4,78% a 5,275 euro) che, stando a quanto ha riportato Il Sole 24 Ore, domani firmerà una nuova linea di credito revolving da 2 miliardi di euro in sostituzione di quella da 1,95 miliardi in scadenza a luglio del prossimo anno con le banche creditrici. Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 4,59% a 0,509 euro con Il Sole che ha scritto che Generali e Mediobanca sarebbero pronte ad abbandonare il patto Telco il prossimo settembre chiedendone la scissione.
Forti vendite anche sui colossi pubblici dell'energia: Eni ha ceduto il 3,11% a 15,58 euro, Enel è arretrata del 3,18% a 2,62 euro. Finmeccanica ha limitato i danni lasciando sul parterre lo 0,55% a 3,998 euro dopo essersi aggiudicata nuovi ordini per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro attraverso le controllate AgustaWestland e Ansaldo Energia.

Quindi:

Milano, 20 giu. (LaPresse/Finanza.com) - La Borsa di Milano ha chiuso in profondo rosso all'indomani delle parole di Ben Bernanke. A deprimere il mercato anche il Pmi manifatturiero che secondo Hsbc a giugno, è sceso a 48,3 punti contro le attese che indicavano 49,1 punti. Si tratta del valore più basso degli ultimi 9 mesi. Il sell-off generalizzato ha colpito anche l'oro che è sceso sotto quota 1.300 dollari l'oncia per la prima volta dal settembre 2010. Sul secondario lo spread Btp-Bund si è riportato in area 290 punti base e il rendimento del bond decennale è salito sopra il 4,5%. E così a Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 3,09% a 15.549 punti.
Vendite sostenute sul comparto bancario: Popolare dell'Emilia-Romagna ha ceduto l'8,07% a 4,73 euro, Popolare di Milano il 5,46% a 0,362 euro, Unicredit il 4,09% a 3,798 euro, Intesa SanPaolo il 4,60% a 1,264 euro, Ubi Banca il 3,58% a 2,908 euro, Monte dei Paschi il 3,75% a 0,20 euro, Banco Popolare il 2,97% a 0,965 euro. Pesante Fiat (-4,78% a 5,275 euro) che, stando a quanto ha riportato Il Sole 24 Ore, domani firmerà una nuova linea di credito revolving da 2 miliardi di euro in sostituzione di quella da 1,95 miliardi in scadenza a luglio del prossimo anno con le banche creditrici. Telecom Italia ha lasciato sul parterre il 4,59% a 0,509 euro con Il Sole che ha scritto che Generali e Mediobanca sarebbero pronte ad abbandonare il patto Telco il prossimo settembre chiedendone la scissione.
Forti vendite anche sui colossi pubblici dell'energia: Eni ha ceduto il 3,11% a 15,58 euro, Enel è arretrata del 3,18% a 2,62 euro. Finmeccanica ha limitato i danni lasciando sul parterre lo 0,55% a 3,998 euro dopo essersi aggiudicata nuovi ordini per un valore complessivo di circa 450 milioni di euro attraverso le controllate AgustaWestland e Ansaldo Energia.

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