Le Ragioni della Crisi

Tutti hanno i loro concetti di economia, magari molto articolati, molto didattici, o molto faziosi.

Ma quelli che un capo, e soprattutto un Capo dello Stato onesto dovrebbe tenere presente, specie se egli non abbia effettuato studi giovanili  universitari nei settori economici, sono pochi e semplici.

Alcune regole che non possono essere trascurate da nessuna dottrina o scuola economica che si rispetti, devono essere conosciute da qualsiasi politico, e soprattutto da un presidente di un vero Stato Democratico o di vera una Repubblica.

La prima regola è che quando si conoscono bene le ragioni di una crisi, non si debba andare a molestare i lavoratori che sono in trincea con tasse e balzelli insostenibili, piuttosto che regolare e moderare i creatori stessi della crisi.

Solo perché questi ultimi sono troppo potenti e invece i primi altri non lo sono affatto, spesso assistiamo invece a sparate del tipo "combattiamo l'evasione", o "inventiamo nuove tasse".

La vera evasione è proprio qualunque sistema monetaristico che applichi il signoraggio a danno dei proprietari stessi della moneta, che dovrebbero essere proprio i cittadini.

Riconoscere che la crisi del 2007-2015, che non è altro che un riflusso delle precedenti crisi periodiche create dall'iniquità dei sistemi monetaristici, è stata anch'essa creata dall'eccesso di prelievo effettuato dal sistema politico dominante che è quello Banco-borsistico-fondazionistico, protetto da quello Giuridico-casta-protezionistico, che ha realizzato quello Global-Monetaristico, è il minimo che qualsiasi essere pensante potrebbe fare.

Non andare a dare la caccia agli evasori fiscali indotti, o inesistenti o irrilevanti tra le classi dei poveracci che devono lavorare tutti i giorni per crearsi un proprio stipendio che nessuno da loro, quali tassisti, ristoratori, bottegai, è pratica alquanto sciagurata e aberrante, ma sopratutto vile e ulteriore costo inutile per lo Stato reale.

Studiare invece le ragioni della crisi e rispondere obbiettivamente al teorema ormai enunciato da diverse autorevoli fonti presenti in tutto il mondo sarebbe invece espressione di apertura e democrazia.

Cito pertanto il seguente articolo presente nel seguente blog, che raccomando a tutti di leggere e commentare.

http://faccionet.wordpress.com/2010/02/27/riserva-frazionata-e-signoraggio/

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