martedì 19 giugno 2012

Istanza di revisione rendite catastali


Rendita catastale
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La rendita catastale è un cifra che funge da base imponibile per determinare:
1) il reddito di un immobile ai fini dell'imposizione diretta e l'IMU (Imposta Municipale Unica);
2) il valore catastale ai fini dell'imposta sulle successioni e donazioni, delle imposte ipotecaria e catastale.
Indice  [nascondi]
1 Determinazione della rendita catastale
2 Procedura di attribuzione della rendita catastale
3 Rivalutazione della rendita catastale
4 Valore catastale
Determinazione della rendita catastale

La rendita catastale si ottiene dal prodotto fra:
a) la consistenza dell'unità immobiliare dichiarata in vani catastali, metri quadrati(mq) o metri cubi(mc);
b) la tariffa d'estimo, elaborata dall'Agenzia del Territorio, relativa al comune ed alla zona censuaria ove sorge l'immobile, alla tipologia dello stesso in relazione alla destinazione d'uso

(ordinaria, speciale, particolare).

Procedura di attribuzione della rendita catastale
Entro 30 giorni dal momento in cui una nuova costruzione diviene agibile in relazione alla destinazione d'uso prevista, il proprietario deve richiedere all'Agenzia del Territorio -affidando

l'incarico anche ad un tecnico e proponendone egli stesso l'importo- l'attribuzione della rendita catastale. Se la rendita attribuita è diversa da quella proposta, il contribuente ha diritto

a ricorrere attraverso la rettifica effettuata dall'Agenzia del Territorio. Quest'ultima ha infatti l'obbligo di notificare la rettifica all'interessato entro un anno di tempo. Oltre questo

periodo di tempo, la rendita proposta diventa decisiva.
Rivalutazione della rendita catastale

La crescente inadeguatezza dello strumento della rendita catastale a fungere da base imponibile per la tassazione degli immobili ha determinato, nel tempo, "l'adeguamento" delle stesse

(aumento del 5% dal 1997).

Valore catastale
La rendita catastale è utilizzata per la determinazione del valore catastale degli immobili quale base imponibile per il pagamento delle imposte. Infatti, a seconda della destinazione d'uso

degli immobili, il valore catastale (detto anche rendita catastale rivalutata) si ottiene moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente prestabilito che varia appunto in relazione

alla destinazione d'uso dell'immobile e alla categoria catastale di appartenenza. Gli immobili di destinazione ordinaria sono suddivisi nei gruppi A; B; C; i quali rappresentano

rispettivamente unità ad uso residenziale (A); immobili per usi collettivi (B) e immobili di destinazione commerciale (C). Per gli immobili classificati nei gruppi catastali A ; B ; C

(esclusi A10 e C1) il moltiplicatore era 115,5 (se prima casa) e 126 (se seconda casa), mentre dal 2012 passa a 160 per tutti gli immobili ai fini del pagamento dell'IMU, in attesa di una

rivalutazione degli estimi catastali, operazione che sarebbe molto più equa, in quanto attualmente case di nuova costruzione, a parità di metratura e del prestigio della zona in cui sorgono,

hanno rendite catastali molto superiori (anche di 3 o 4 volte) rispetto a immobili costruiti 50 o 60 anni fa in quartieri che allora erano periferici o popolari, e quindi godevano di indici

di stima più bassi, ma che ora hanno un valore pari o superiore a quelli di nuova costruzione. Per gli immobili di categoria A10 e D il coefficiente moltiplicatore è 63. Per le categorie C1

ed E è invece 42,84. I gruppi catastali determinano il prestigio e la qualità dell'immobile. Per determinare il gruppo di appartenenza si fa riferimento alla somma dei vani necessariamente

utili.

Destinazione d'uso

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Per destinazione d'uso s'intende l'insieme delle modalità e delle finalità di utilizzo di un'opera, di un manufatto, di una creazione dell'uomo o di un bene naturalistico.
Descrizione

La destinazione d'uso è un concetto di estrema rilevanza nell'ambito del diritto amministrativo, in particolare di quello edilizio e della pianificazione del territorio. Tramite la

destinazione d'uso si categorizza l'oggetto in questione, essenzialmente per poter contestualizzare l'oggetto stesso in un insieme più ampio. Nel caso specifico dell'edilizia, la destinazione

d'uso si può riferire sia alla singola unità immobiliare, sia ad un comparto urbanistico. Nel secondo caso si intravede l'importanza della destinazione d'uso ad un livello di pianificazione

territoriale.
Esempi

Ecco alcuni esempi di destinazione d'uso, nell'ambito urbanistico:
destinazione d'uso residenziale: edifici di civile abitazione.
destinazione d'uso agricola: aree destinate a coltivazioni, pascoli, con edificabilità estremamente ridotta.
destinazione d'uso industriale: capannoni industriali e strutture affini.
destinazione d'uso commerciale: supermercati, uffici, magazzini.
destinazione d'uso ospedaliera: case di cura pubbliche o private.
Voci correlate

Piano regolatore
Indice di edificabilità
Cambio di destinazione d'uso




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Ingegneria civile
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Le Petronas Twin Towers
L'ingegneria civile (o anche genio civile) indica il ramo dell'ingegneria preposto alla progettazione di manufatti e infrastrutture destinati all'uso civile e quindi a tutti gli ambiti

relativi: ambientali, edili, geotecnici, infrastrutturali, idraulici, strutturali, urbanistico-territoriali. Il termine "civile" deriva dalla volontà di trasferire in ambito civile le

competenze di tecnici che originariamente operavano in ambiente militare. Gli eserciti erano sempre accompagnati da tecnici che fossero in grado di realizzare quanto necessario per far

attraversare alle truppe gli ostacoli che incontravano sul loro cammino. Si pensi a proposito ai ponti di barche usati da Napoleone nelle sue campagne in tutta Europa.
Questa professione è esercitata dagli ingegneri civili, ovvero ingegneri laureati in tale ramo, che possono essere sia liberi professionisti che dipendenti di imprese, enti o amministrazioni

sia pubbliche che private.
Indice  [nascondi]
1 Storia della professione di ingegnere civile
2 Campo di applicazione
3 Specializzazioni
3.1 Edile
3.2 Geodetica
3.3 Geotecnica
3.4 Idraulica
3.5 Infrastrutture e trasporti
3.6 Pianificazione territoriale
3.7 Strutture
4 Voci correlate
5 Note
6 Altri progetti
7 Collegamenti esterni
Storia della professione di ingegnere civile [modifica]

L'ingegneria è stata un aspetto della vita dell'uomo fin dagli inizi della sua esistenza. Gli albori dell'ingegneria civile si possono collocare tra il 4000 e il 2000 a.C. nell'Antico Egitto

e in Mesopotamia, quando l'uomo progressivamente abbandonò la vita nomade, rendendo così indispensabile la costruzione di un rifugio. In quell'epoca acquisirono sempre più importanza anche

necessità di trasporto, che portarono allo sviluppo della ruota e della navigazione. Le prime vere grandi opere civili della storia possono essere considerate le Piramidi d'Egitto, risalenti

al 2700-2500 a.C. Altre imponenti costruzioni antiche sono il Partenone di Ictino nella Grecia Antica (447-438 a.C.), la Via Appia Antica degli ingegneri romani (312 a.C.), e la Grande

muraglia cinese del generale Meng Tian, commissionata dal imperatore Ch'in Qin Shi Huang (circa 220 a.C.). I Romani costruirono opere civili in tutto l'Impero, in particolare acquedotti,

insulae, porti, ponti, dighe e collegarono le città tra di loro tramite l'ampia rete di strade romane.
Fino all'era moderna non v'era netta distinzione tra ingegneria civile e architettura e il termine "ingegnere" ed "architetto" erano più che altro variazioni geografiche in riferimento alla

stessa figura, spesso usate come sinonimi.[1] Nel XVIII secolo, l'espressione "genio civile" iniziò ad essere usata per indicare la costruzione di porti, moli, frangiflutti, fari, con lo

scopo di distinguerla dal genio militare.
Il primo ad auto-proclamarsi ingegnere civile fu John Smeaton, costruttore del faro di Eddystone. Nel 1771 Smeaton, con alcuni colleghi, fondò la Smeatonian Society of Civil Engineers, un

gruppo di esperti del mestiere che si incontravano in maniera informale a cena. Nonostante l'evidente contenuto tecnico delle riunioni, la società era poco più che un circolo privato.
Nel 1818 venne fondata a Londra la Institution of Civil Engineers, e nel 1820 il celebre ingegnere Thomas Telford ne divenne il primo presidente. Questa istituzione ricevette la Royal Charter

nel 1828, riconoscimento formale della professione di Ingegnere civile.
La prima laurea in Ingegneria Civile degli Stati Uniti d'America fu conferita dal Rensselaer Polytechnic Institute nel 1835.[2]
Campo di applicazione [modifica]

Il campo d'applicazione dell'ingegneria civile è molto vario, in particolare comprende:
edifici civili e industriali
infrastrutture di trasporto: ferrovie, strade, porti, aeroporti
ponti e gallerie
costruzioni idrauliche: opere di sbarramento, dighe, opere di salvaguardia idraulica, briglie e arginature, acquedotti, fognature, canali
strutture in zona sismica
Come un progetto architettonico, un progetto di ingegneria civile può essere diviso in tre fasi:
il progetto preliminare dell'opera, che comprende anche la realizzazione di studi dettagliati preliminari al progetto;
il progetto definitivo, sulla base del quale si stimano i costi dell'opera;
il progetto esecutivo, contenente i calcoli strutturali in dettaglio, in base al quale l'opera viene realizzata.
Specializzazioni [modifica]

Ci sono vari settori in cui può specializzarsi l'ingegnere civile: Edile, Geotecnica, Geodetica, Idraulica, Infrastrutture e trasporti, Pianificazione territoriale, Strutture.
Edile [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ingegneria edile.
L'ingegneria edile è la branca dell'ingegneria che si occupa della progettazione, direzione lavori, produzione cantieristica, collaudo, manutenzione e restauro degli edifici ad uso civile.
Geodetica [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Geodesia.
L'ingegneria geodetica è la disciplina che studia i principi e le tecniche di rilevamento della superficie terrestre. Essa si compone di diverse sottodiscipline quali la cartografia, la

fotogrammetria, la geodesia, la topografia.
Geotecnica [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Geotecnica.
La geotecnica o meccanica del terreno è la disciplina che ha per oggetto lo studio delle proprietà fisiche e meccaniche dei terreni.
L'ingegneria geotecnica si occupa inoltre dell'interazione del terreno con i moderni sistemi di consolidamento dello stesso quali: pali di fondazione, muri di sostegno, iniezioni di resine,

fondazioni isolate e platee di fondazione.
Inoltre l'ingegneria geotecnica è alla base degli studi di fattibilità e progettazione di grandi opere quali gallerie, dighe, opere portuali e quant'altro interagisca con il terreno.
Idraulica [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ingegneria idraulica.
Si occupa dello sfruttamento e della tutela delle risorse idriche da parte dell'uomo sia riguardo alla loro quantità che alla loro qualità, dell'interazione tra i manufatti ed il sistema

idrologico (superficiale e sotterraneo), della progettazione di sistemi di difesa del territorio e delle coste da eventi naturali straordinari di natura idrica, della produzione di energia

elettrica. Tra le prerogative dell'ingegneria idraulica si annoverano la regolazione dei deflussi, la captazione, la potabilizzazione, il trasporto e la distribuzione delle acque ad uso

idropotabile ed industriale, la realizzazione di opere di drenaggio urbano e di trattamento ed allontanamento dei reflui, di bonifica ed irrigazione, delle infrastrutture per la navigazione

marittima e fluviale.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Ingegneria dei trasporti.
L'ingegneria applicata alle infrastrutture viarie si occupa di tutto ciò che interessa la circolazione di veicoli e la costruzione di strutture e manufatti necessari per la realizzazione di

ogni sistema di trasporto. Questo tipo di studi si suddivide principalmente in 2 rami:
L'ingegneria dei sistemi di trasporto: si occupa di risolvere problemi di ottimizzazione legati alle reti di trasporto per le persone e per le merci, a partire dalla scala urbana e locale

fino alla dimensione internazionale, con infrastrutture stradali, metropolitane, ferroviarie, navali, aeree. Tratta mezzi di trasporto individuale o collettivo, destinati al servizio

pubblico, all'utilizzo privato o commerciale.
L'ingegneria delle infrastrutture viarie: si occupa della progettazione delle geometrie delle infrastrutture, del loro inserimento nel territorio, della loro costruzione,gestione e sicurezza,

nonché della verifica della sicurezza delle infrastrutture esistenti riguardo principi ottici, meccanici e psicologici.
Pianificazione territoriale [modifica]
Per approfondire, vedi la voce Pianificazione territoriale.
L'ingegneria del territorio è la disciplina che si occupa dello studio dei metodi di analisi delle tecniche di intervento sui sistemi territoriali. Un tempo materia prettamente

ingegneristica, in quanto correlata con aspetti topografici, infrastrutturali, sistemazioni idrauliche, e che recentemente si è fusa con aspetti teorico-filosofici nell' urbanistica.
Strutture [modifica]
Per approfondire, vedi le voci Ingegneria strutturale e Ingegneria sismica.
L'ingegneria strutturale si occupa di prevedere analiticamente il comportamento di una qualsiasi struttura sottoposta a forze esterne o sforzi interni. Gli ingegneri strutturali applicano le

proprie conoscenze al dimensionamento di elementi quali pilastri, travi, solai e altri ancora in cemento armato, in acciaio, in legno o in altri materiali utilizzati nel campo delle

costruzioni.
In chiave ironica, l'ingegneria strutturale è stata definita da S. Kelsey come
« l'arte di formare con materiali che nella realtà non si conoscono, delle forme che nella realtà non si possono analizzare, per resistere a delle forze che nella realtà non si possono

valutare, in modo tale che la gente non possa, nella realtà, sospettarlo. »
(da Finite Element Method in Civil Engineering)
Voci correlate [modifica]

Architetto
Architettura
Ingegnere
Ingegneria
Ingegneria gestionale dei progetti e delle infrastrutture
Ingegneria sismica
Perito industriale
Ponte
Geologo
Geometra
As built


Agenzia del territorio
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(Reindirizzamento da Agenzia del Territorio)
L'Agenzia del Territorio è una delle quattro Agenzie fiscali italiane (le altre sono Dogane, Entrate e Demanio) che svolgono le attività tecnico operative che prima erano di competenza del

Ministero delle Finanze.
È un ente pubblico dotato di personalità giuridica e ampia autonomia regolamentare, amministrativa, patrimoniale, organizzativa, contabile e finanziaria, le cui attività sono disciplinate

attraverso convenzione con il Ministero delle Finanze.
L'Agenzia del Territorio, come si evince dal D.Lgs 30 luglio 1999 n.300 che istituisce le Agenzie Fiscali, è competente a svolgere i servizi relativi al catasto, i servizi geotopocartografici

e quelli relativi alle conservatorie dei registri immobiliari, con il compito di costituire l'anagrafe dei beni immobiliari esistenti sul territorio nazionale sviluppando, anche ai fini della

semplificazione dei rapporti con gli utenti, l'integrazione fra i sistemi informativi attinenti alla funzione fiscale ed alle trascrizioni ed iscrizioni in materia di diritti sugli immobili.
L'agenzia opera in stretta collaborazione con gli enti locali per favorire lo sviluppo di un sistema integrato di conoscenze sul territorio.
L'Agenzia costituisce l'organismo tecnico di cui all'articolo 67 del decreto legislativo 31 marzo 1998 n.112 e può gestire, sulla base di apposite convenzioni stipulate con i comuni o, a

livello provinciale con le associazioni degli enti locali, i servizi relativi alla tenuta e all'aggiornamento del catasto.
L'Agenzia gestisce l'osservatorio del mercato immobiliare ed i connessi servizi estimativi che può offrire direttamente sul mercato. I rapporti tra l'Agenzia del Territorio ed il ministero

sono regolati da apposita convenzione biennale che individua gli obiettivi ed i risultati da raggiungere.
L'attuale Direttore dell'Agenzia è Gabriella Alemanno.
L’Agenzia ha dato attuazione a quanto disposto dall’art. 59 – comma 7 bis - del Codice dell’Amministrazione Digitale consentendo l’accesso alle banche dati catastale e ipotecaria a pubbliche

amministrazioni ed a privati cittadini.
Per garantire la tutela della privacy gli accessi sono tracciati conservando l’identità di chi accede tramite l’identificazione attraverso id e password.
Per le pubbliche amministrazioni, le imprese ed i professionisti l’Agenzia del Territorio consente l’accesso telematico alle banche dati catastale e ipotecaria attraverso un sistema

tecnologico denominato Sister
È possibile accedere a tali servizi a seguito della stipula di specifica “Convenzione per l’accesso al sistema telematico dell’Agenzia del Territorio per la consultazione delle banche dati

ipotecaria e catastale”, in base a quanto disposto dal Decreto del Direttore dell'Agenzia del Territorio del 4 maggio 2007 e successive modifiche e dal Decreto del Direttore dell’Agenzia del

Territorio del 18 dicembre 2007.
La convenzione deve essere redatta e presentata esclusivamente in modalità telematica, con autenticazione attraverso firma digitale.
Maggiori informazioni sono disponibili sul sito www.agenziaterritorio.gov.it .
Con il decreto approvato nel Consiglio dei ministri del 15/6/2012 questa agenzia fiscale viene soppressa e le competenze passano alla Agenzia delle Entrate.


Catasto
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Il nome catasto deriva dal greco κατάστιχον, che a sua volta deriva da κατά στίχον "riga per riga". Esso è costituito dall'insieme di documenti, mappe ed atti, che elencano e descrivono i

beni immobili, con l'indicazione del luogo e del confine, con il nome dei possessori, le rendite; su quest'ultime debbono calcolarsi tasse e imposte.
In senso lato il termine catasto può essere usato per qualsiasi rilevamento sistematico di oggetti omogenei, tipicamente accompagnato da una mappa e da un registro. Un esempio può essere il

catasto alberi.
Indice  [nascondi]
1 Storia
2 Catasto italiano
3 Voci correlate
4 Altri progetti
5 Collegamenti esterni
Storia [modifica]

Le origini del catasto sono molto remote. Ad esempio, Shulgi, re di Ur, con la sua opera di centralizzazione dello stato iniziò un'opera di catasto generale utilizzata per il calcolo delle

tasse del regno. È stato anche accertato che stime dei terreni erano effettuate in Egitto, all'epoca dei faraoni.
Attraverso gli Arabi sarebbe inoltre stato introdotto in Sicilia, intorno al X secolo, un sistema rudimentale di classificazione riportato su registri detti defetari, che i Normanni avrebbero

sviluppato nel Catalogo baronum.
Per quanto riguarda l'Italia, i catasti comunali o estimi del Medioevo stabilivano che ogni cittadino avesse iscritto in esso tutti i suoi beni mobili ed immobili. Tali uffici avevano spesso

grandi differenze da Stato a Stato: solo con l'Impero napoleonico i funzionari imposero un modello comune obbligatorio.
Con la nascita del Regno d'Italia (1861) ci fu una grande rielaborazione dei catasti, poiché i sistemi in uso negli stati preunitari differivano fra loro per metodo ed evidenze; alcuni erano

geometrici, altri descrittivi, qualcuno mancava di triangolazioni, di misurazioni, di scale e di diverse basi. Quindi nel 1864 venne promulgata la "legge sul conguaglio provvisorio" che tentò

di equiparare l'imposta fondiaria nel Regno. I risultati furono pessimi anche per via dell'imposizione, che si riferiva alle dimensioni delle superfici e non alla loro redditività.
Nel 1886 fu emanata la legge 1º marzo 1886 n. 3682 sulla perequazione fondiaria (legge Messedaglia), che ordinava l'istituzione di un catasto che doveva servire per l'applicazione delle

imposte, con l'adozione del sistema di rappresentazione cartografica di Cassini e Soldner. La legge non riuscì a superare la differente gestione, che in alcune zone del nord Italia aveva reso

praticamente non avvicendabile il cosiddetto "catasto tavolare" o Teresiano: esso è tuttora in uso nelle province di Trieste, Trento, Bolzano e Belluno.
Questa legge si riprometteva invero di promuovere una nuova normazione che consentisse la probatorietà, ma il requisito della rispondenza dello stato di fatto a quello di diritto, che nella

pratica comportava procedure di proporzioni gigantesche nella riesecuzione delle terminazioni e, prima ancora, nella rielaborazione dei punti fiduciali, fu escluso per l'impossibilità

concreta di realizzazione, per difetto organizzativo degli enti eventualmente da preporvi. Il catasto resta perciò assolutamente non probatorio.
Catasto italiano [modifica]

Il catasto vigente in Italia è, come recita il primo articolo della sua legge istitutiva, "geometrico", particellare e non "probatorio": sebbene fra le sue registrazioni vi siano cenni

relativi alle mutazioni di proprietà dei beni censiti, queste non hanno valore di piena prova della proprietà. Il passaggio di proprietà di un terreno o immobile (per acquisto o successione)

viene registrato immediatamente alla locale conservatoria e dopo alcuni mesi o più anche al catasto.
Nel 1901 nasce nell'ambito del Ministero delle Finanze la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici. Con la legge n. 321/1901 fu introdotto il "tipo di frazionamento". A partire

dal 1938 (con il R.D. 8 dicembre 1938, n. 2153, regolamento per la conservazione del Catasto Terreni) furono via via introdotte modifiche che avrebbero condotto alla separazione effettiva fra

il catasto terreni ed il nuovo catasto edilizio urbano.
Il catasto fabbricati, istituito con la legge 11 settembre 1939 n. 652, modificata dal D.L. 8 aprile 1948, n. 514, è entrato in vigenza con il regolamento attuativo di cui al D.P.R. n.

1142/49 - il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (NCEU) ed in conservazione il 1º gennaio 1962). Occorrerà un trentennio per gettare le basi, a seguito di un lavoro preliminare di accertamento, per

procedere alle successive operazioni di qualificazione, classificazione e formazione delle tariffe.
Nel 1940 fu adottato il sistema di rappresentazione Gauss-Boaga inizialmente per alcune registrazioni geodetiche locali, poi a fini cartografici generali.
La legge 2 febbraio 1960, n. 68 ammette l’amministrazione del catasto negli organi cartografici dello Stato.
Con la legge 1º ottobre 1969, n. 679 fu introdotto il "tipo mappale".
Negli anni '80 tutto il materiale cartaceo del vecchio catasto venne informatizzato e digitalizzato. Le mappe catastali esistenti su fogli enormi spesso sciupati, vennero scannerizzate da

appositi scanner di formato ultragrande e ripulite dalle macchie, dalle righe dovute alle pieghe e dallo sporco.
Il progetto che durò alcuni anni, a cura della Sogei che aveva vinto la gara, portò alla installazione sul territorio nazionale di 93 centri di elaborazione dati, (uno per ogni capoluogo di

provincia) contenenti le mappe e le informazione relative alla provincia.
Con gli anni 2000 l'accesso alle informazioni è stato reso possibile anche via internet, sia per soggetti istituzionali (geometri, enti) che per i privati.
Oggi il "catasto" è gestito dall'Agenzia del territorio e dai comuni che hanno scelto di esercitare le funzioni catastali loro attribuite da apposite convenzioni.
Voci correlate [modifica]

Agenzia del Territorio
Catasto Leopoldino
Catasto tavolare
Catasto fiorentino
Codice catasto
Catalogus baronum
Catasto onciario
Catasto Gregoriano
Catasto Teresiano
Cabreo
Classamento terreni
Estimi medievali
Visura catastale
Aggiornamento del Catasto Terreni
Attivazione del Catasto Terreni
Conservazione del catasto fabbricati
Conservazione del catasto terreni
Formazione del catasto urbano
Fondo

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