Usura bancaria: giudizio
per sei direttori di Mps
Pm: «Tassi fuori legge»
di FABIO AMENDOLARA
POTENZA - Il tasso era del 22 per cento all’anno, ma con gli interessi arrivava al 47 per cento. «Tassi usurai», li definisce il sostituto procuratore Annafranca Ventricelli che, ieri mattina, ha chiesto al gup Rosa Larocca il rinvio a giudizio di sei direttori della banca Monte dei Paschi di Siena in servizio a Potenza. Ignazio D’Addario, Carlo Desiderio, Dino Landi, Luciano Apicella, Antonio Mazzucca e Giancarlo Russo, andranno alla sbarra il 6 luglio davanti ai giudici del Tribunale di Potenza.
L’accusa: «In qualità di titolari e direttori e per i periodi di riferimento (tra il 1999 e il 2006 ndr), in esecuzione di un medesimo disegno criminoso, richiedevano a Michele Satriani, rappresentante della Socitel, tassi usurari».
LA PARTE OFFESA - Satriani, imprenditore, difeso dall’avvocato Luigi Pisati, si è costituito parte civile. Aveva un conto corrente «ordinario» alla Monte dei Paschi di Siena su cui gli era stata concessa un’apertura di credito, il cosiddetto fido, per l’importo di 20mila euro. Ma anche tre conti corrente per anticipo fatture, «i cui effetti economici - secondo il pm Ventricelli - confluivano sul conto corrente ordinario».
L’ACCUSA -Secondo gli investigatori «gli imputati concedevano erogazioni e agevolazioni sul conto corrente ordinario per le quali Satriani era indotto e costretto a corrispondere all’istituto di credito interessi usurari pari al 22,07 per cento annuale, quindi superiore al tasso riconosciuto dal ministero del Tesoro fissato nel periodo di interesse nella misura del 14,73 per cento, saggio che giungeva alla misura finale del 47, 73 per cento in considerazione degli interessi generati dai tre conti anticipi per sconto fatture, confluiti nel conto corrente ordinario, e a quella del 42,52 per cento al netto delle commissioni di massimo scoperto».
LE INDAGINI - Il sistema usuraio che la Procura ritiene di aver accertato sarebbe aggravato «dall’aver commesso il fatto - si legge nella richiesta di rinvio a giudizio firmata dal pm Ventricelli - nell’esercizio di un’attività bancaria». Non solo. Avrebbero approfittato dello stato di bisogno del debitore, titolare dell’esercizio di un’attività imprenditoriale, che per evitare il fallimento della propria attività, fino a quando ha potuto, ha cercato di coprire i debiti. Dopo otto anni è crollato. E ha deciso di denu nciare.
Aziende, Banche, Economia Blog. - ECONOMIA = "LEGGE DELLA CASA": è un significato sostanziale il quale va da sé che sottenda alla priorità del benessere delle famiglie e dei cittadini, e secondariamente a quello delle banche, della moneta e degli stati politici. Perché questo oggi non succede? Preiscritivi gratuitamente e apri la conversazione esponendo la tua esperienza.
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martedì 12 aprile 2011
LE BANCHE APPLICANO IL 47 PER CENTO DI INTERESSI
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