martedì 28 luglio 2015

Si possono ora pagare le tassse anche coi Lavori Forzati

Il PAGAMENTO IN NATURA ora è possibile e sta per essere attivato in numerosi comuni italiani il baratto amministrativo per consentire di pagare i tributi con lavori socialmente utili.  
In questi ultimi anni, è tornato in auge, causa carenza di liquidità e clima generale “anti-spreco”: l’antica usanza è stata però rinverdita, grazie ai siti web che propongono gli scambi, nonché ampliata, dal classico scambio di oggetti alla permuta di ore di lavoro, sino ad arrivare al baratto della casa per le vacanze. 
Così, ad esempio, posso ripararti la tv in cambio di un weekend al mare, oppure posso offrirti delle lezioni di greco in cambio di una cena per due… 
Le modalità di permuta ormai non conoscono limiti, e ben si coniugano con i portali online in tema, che spesso offrono una moneta di scambio unica, o meglio dei crediti, in cambio di quanto conferito. L’istituto si è evoluto così tanto, ultimamente, da arrivare ad estendersi addirittura alle imposte: il Decreto Sblocca Italia[1], difatti, ha creato il Baratto Amministrativo. In pratica, si tratta della possibilità, per gruppi di cittadini che partecipano a progetti di utilità sociale per il proprio Comune, come pulizia delle strade o lavori di manutenzione, di pagare i tributi locali col proprio lavoro.   
Le modalità possono variare da Comune a Comune: solitamente, i partecipanti ai lavori possono fruire di forti sgravi fiscali per tasse come Tasi, Imu e Tari, ed avere ulteriori agevolazioni e bonus erogati dall’Ente locale.  
Il negoziato amministrativo è già operativo, ad esempio, nel comune di Ivorio, in Piemonte, a Monteleone di Spoleto, in Umbria, a Marcellinara, in Calabria, ed a Visso in provincia di Macerata. Sta per essere attivato, poi, in diversi comuni della Sardegna, tra i quali anche Cagliari e Quartu Sant’Elena, nel comune di Vasto in Abruzzo, ed ancora sono state presentate mozioni in merito a Borgogno, Milazzo, Barletta, Viterbo, Battipaglia…Insomma, da Nord a Sud, l’idea è molto apprezzata, e le proposte in merito si moltiplicano come funghi.   Il beneficio è in effetti particolarmente utile per i disoccupati, che così, nonostante la mancanza di lavoro, possono liberarsi dai debiti tributari senza toccare i propri risparmi. E risparmia anche l’amministrazione comunale, che non deve sborsare un euro per importanti servizi di utilità sociale: non solo manutenzione del verde o delle strade, ma anche riqualificazione urbana, recupero d’immobili, accompagnamento di fasce deboli di cittadini…Grazie ai progetti, si potrà scegliere l’area più consona alle proprie competenze ed esperienze.   L’idea, in conclusione, è davvero realizzabile e parrebbe sancire la fine di un’era, quella della contrapposizione tra Comune e cittadini, in un’ottica di reciproca collaborazione: “ io, Comune, non faccio la sanguisuga, ma tu, cittadino, non fai il furbetto e dai una mano alla comunità”. Talmente praticabile che andrebbe estesa anche ai tributi nazionali: “uno sconto sull’imu agricola, in cambio della coltivazione di terreni abbandonati in campagna”. La formula rievocherebbe per molti, una sorta di Neofeudalismo Statale allargato.
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