La notorietà e l’affermazione di un’azienda è direttamente proporzionale alla sua riconoscibilità e all’affidabilità dei prodotti e/o servizi che mette sul mercato.
Riguardo a questo, ogni azienda, seguendo una strategia di vendita appropriata e vincente, attraverso la creazione e la diffusione del proprio brand o marchio, dà un “volto” al proprio nome.
Il marchio (che può essere rappresentato da un nome, un simbolo, un disegno, o una combinazione di tali elementi), è il segno distintivo che consente, senza possibilità di confusione, di ricondurre all'imprenditore che lo utilizza e ai prodotti/servizi commercializzati al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.
Contraddistingue una e una sola impresa con i suoi prodotti e/o servizi richiamandone con forza gli aspetti caratterizzanti e diventando pertanto anche indicatore di garanzia di qualità oltre che di esclusività.
Una delle caratteristiche peculiari di ogni marchio
rimane infatti quella della novità, capacità distintiva o originalità che assicurano inconfondibilmente la riconoscibilità di un prodotto
all’interno di uno scenario estremamente
ricco e variegato di prodotti affini e quindi facilmente confondibili.
Rappresenta una realtà complessa che vive nel
costante confronto con la necessità di soddisfare le esigenze e le aspettative del consumatore che, sulla base della propria esperienza con un certo prodotto o servizio, tende ad orientarsi verso di esso riconoscendone il marchio.
Innovazione è un concetto che può riguardare un solo prodotto ma anche una serie di nuovi prodotti offerti da diverse aziende, che, selezionati nel loro insieme dal brand commerciale proponente, costituiscono un paniere paniere di offerta-acquisto innovativo e originale, per le sue doti di efficienza ed originalità selezionate.
Quindi anche la proposta selettiva di una selezione di prodotti suddivisi per settori merceologici, costituisce un'offferta innovativa, perché differisce da qualsiasi altra presente sul mercato, per le sue caratteristiche complessive peculiari.
Innovazione può essere costituita ovunque: come una singola autovettura può essere considerata innovativa, anche un brand mix di marchi automobilistici proposti da uno stesso autosalone, può risultarlo.
Se un autosalone ad esempio fosse l'unico a proporre insieme tutte le marche di economic-car messe insieme quali ad es. Fiat, Tata, Daewoo, Skoda, Piaggio, ecc. messe insieme in pronta consegna i clienti che pensassero di trarre un vantaggio da questo product mix di marchi, la domenica si recherebbero presso questo rivenditore piuttosto che da altri.
Quindi anche un selettore o un presentatore commerciale che identifichi un certo product-mix, un certo brand-selection, o un certo shopping-basket potrebbe appunto costituire un'interessante e quindi opportuna innovazione commerciale od anche promozione fieristica.
La nascita di sempre più numerose tipi di società commerciali o di enti fieristici appunto, ne sono infatti l'espressione palese.
Anche nel settore bancario alcuni Istituti ad esempio, pur vendendo in sostanza al pubblico privato, pubblico e commerciale servizi amministrativi, finanziari, contabili, e di custodia che apparentemente potrebbero sembrare non molto rinnovabili agli effetti pratici degli utilizzatori - se non nella variazione del costo degli stessi servizi offerti - hanno dimostrato elevati doti di imprenditorialità innovativa, quali ad esempio
Ing-direct, Fineco, Banca Sella, IwBANK, leaders dell'innovazione bancaria tanto che sono stati imitati da tutte i principali gruppi bancari, a riguardo dell'adozione di nuovi strumenti
da offrire ai loro clienti.
In qualsiasi settore merceologico, di servizi, privato o pubblico quindi, innovazione è un concetto che non si ferma all'ambito del singolo prodotto o servizio, bensì si estende anche nell'istituzione che ne studia, ne seleziona e ne espone il mix propositivo che deve risultare comodo, pratico, e più rapidamente fruibile da parte degli utenti interessati.
Un istituto di previdenza sociale, ad esempio, non deve limitarsi a ricercare nuove formule di prodotto-previdenziale da proporre ai cittadini, ma deve identificare anche la miglior vetrina espositiva del suo insieme di proposte, fintantoché sussista un monopolio nazionale in questo settore.
Nell'ipotesi di apertura all'oligopolio, ovvero alla prevenzione sostitutiva, alternativa o integrativa del servizio nazionale offerto, ecco che il "purposer" può decidere di offrire un mix innovativo, svolgendo una selezione ottimale - da lui pensata per i suoi utenti - clienti - tra tutti i migliori pacchetti assicurativi proposti dai national e dai private "assurers".
L'agenzia delle entrate stessa, nella complessa realtà contingente caratterizzata dalla crisi economica, vedendo la difficoltà dei contribuenti nella regolare corresponsione delle imposte obbligatorie, potrebbe studiare - anziché continuare ad imporre l'attuale rapporto relazionale confessorio costituito dai meri moduli fiscali che privati, caaf, e commercialisti devono perennemente e meccanicamente compilare senza possibilità di adesione alla sempre più evoluta realtà peculiare contingente del singolo - un modello relazionale alternativo ed innovativo con il contribuente, con il quale - anziché ipotizzare ingenuamente o irragionevolmente l'evasione a giustificazione dei minor incassi dovuti alla crisi - preveda una forma di maggior premio previdenziale, a fronte del maggior scaglione di tasse denunciato e pagabile da ciascun sostituto d'imposta, nell'attualità contingente.
La stessa agenzia dovrebbe investire nella ricerca di nuove ed più attrattive formule fiscali, con cui, a partire da un'iniziale drastico abbassamento delle aliquote impositive di base che attualmente risulta essere nello scenario europeo - facciamo riferimento ad esempio all'attuale 66% italiano, 70% francese, 56% tedesco, 58% inglese, 48% spagnolo - a nostra modesta opinione eccessivo rispetto il contestuale stato di crisi dovuta al "pseudo-regime-di-fatto-usuraio" messo in atto da stati e banche - si potrebbe rilanciare l'economia generale.
Infatti l'eccessivo costo gestionale derivato dal mal investimento infrastrutturale e finanziario attuato da banche e Stati, fatto gravare ingiustamente sulle comunità e sui clienti, non potrà mai certo essere supportato a lungo da chicchessia specie nello stato di illiquidità generale da essi stessi enti generato, che presto genererebbe un'irreversibile involuzione negativa dei flussi monetari globali.
Solo innescando un riallinamento impositivo ad aliquota minima base del dieci per cento - come ai tempi della decima romana - , al quale aggiungere un innovativo metodo di tassazione progressiva a premi scalari, secondo l'effettiva capacità di contribuzione di ogni individuo, l'attuale situazione di empasse economica potrebbe quindi, a nostro avviso, essere definitivamente risolto.
Chiusa questa parentesi di analisi relativa alla revisione della fiscalità, considerabile anch'essa quale ricerca di innovazione da parte del marchio "Agenzia delle entrate", - utile anche in considerazione che, in difetto di tale sforzo innovativo, la gestione delle entrate, che presto diverrebbe assolutamente insostenibile per tutti, ci verrebbe "espropriata" dai poteri forti europei, con il tanto decantato possibile e prossimo trasferimento dell'amministrazione finanziaria pubblica italiana ed europea a Berna (cfr. dichiarazioni del ministro Passera) - continuiamo la descrizione dei vantaggi legati al miglioramento del processo di fidelizzazione di clienti e contribuenti.
La registrazione di un Marchio italiano, comunitario ed internazionale ha durata pari a 10 anni ed è rinnovabile per successivi decenni, a patto che sia pagata la tassa di rinnovo.
Il brevetto è un titolo giuridico in forza al quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento dell'invenzione in un territorio e per un periodo ben determinati, al fine di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione.
Il marchio (che può essere rappresentato da un nome, un simbolo, un disegno, o una combinazione di tali elementi), è il segno distintivo che consente, senza possibilità di confusione, di ricondurre all'imprenditore che lo utilizza e ai prodotti/servizi commercializzati al fine di differenziarli da altri offerti dalla concorrenza.
Contraddistingue una e una sola impresa con i suoi prodotti e/o servizi richiamandone con forza gli aspetti caratterizzanti e diventando pertanto anche indicatore di garanzia di qualità oltre che di esclusività.
Una delle caratteristiche peculiari di ogni marchio
rimane infatti quella della novità, capacità distintiva o originalità che assicurano inconfondibilmente la riconoscibilità di un prodotto
all’interno di uno scenario estremamente
ricco e variegato di prodotti affini e quindi facilmente confondibili.
Rappresenta una realtà complessa che vive nel
costante confronto con la necessità di soddisfare le esigenze e le aspettative del consumatore che, sulla base della propria esperienza con un certo prodotto o servizio, tende ad orientarsi verso di esso riconoscendone il marchio.
Innovazione è un concetto che può riguardare un solo prodotto ma anche una serie di nuovi prodotti offerti da diverse aziende, che, selezionati nel loro insieme dal brand commerciale proponente, costituiscono un paniere paniere di offerta-acquisto innovativo e originale, per le sue doti di efficienza ed originalità selezionate.
Quindi anche la proposta selettiva di una selezione di prodotti suddivisi per settori merceologici, costituisce un'offferta innovativa, perché differisce da qualsiasi altra presente sul mercato, per le sue caratteristiche complessive peculiari.
Innovazione può essere costituita ovunque: come una singola autovettura può essere considerata innovativa, anche un brand mix di marchi automobilistici proposti da uno stesso autosalone, può risultarlo.
Se un autosalone ad esempio fosse l'unico a proporre insieme tutte le marche di economic-car messe insieme quali ad es. Fiat, Tata, Daewoo, Skoda, Piaggio, ecc. messe insieme in pronta consegna i clienti che pensassero di trarre un vantaggio da questo product mix di marchi, la domenica si recherebbero presso questo rivenditore piuttosto che da altri.
Quindi anche un selettore o un presentatore commerciale che identifichi un certo product-mix, un certo brand-selection, o un certo shopping-basket potrebbe appunto costituire un'interessante e quindi opportuna innovazione commerciale od anche promozione fieristica.
La nascita di sempre più numerose tipi di società commerciali o di enti fieristici appunto, ne sono infatti l'espressione palese.
Anche nel settore bancario alcuni Istituti ad esempio, pur vendendo in sostanza al pubblico privato, pubblico e commerciale servizi amministrativi, finanziari, contabili, e di custodia che apparentemente potrebbero sembrare non molto rinnovabili agli effetti pratici degli utilizzatori - se non nella variazione del costo degli stessi servizi offerti - hanno dimostrato elevati doti di imprenditorialità innovativa, quali ad esempio
Ing-direct, Fineco, Banca Sella, IwBANK, leaders dell'innovazione bancaria tanto che sono stati imitati da tutte i principali gruppi bancari, a riguardo dell'adozione di nuovi strumenti
da offrire ai loro clienti.
In qualsiasi settore merceologico, di servizi, privato o pubblico quindi, innovazione è un concetto che non si ferma all'ambito del singolo prodotto o servizio, bensì si estende anche nell'istituzione che ne studia, ne seleziona e ne espone il mix propositivo che deve risultare comodo, pratico, e più rapidamente fruibile da parte degli utenti interessati.
Un istituto di previdenza sociale, ad esempio, non deve limitarsi a ricercare nuove formule di prodotto-previdenziale da proporre ai cittadini, ma deve identificare anche la miglior vetrina espositiva del suo insieme di proposte, fintantoché sussista un monopolio nazionale in questo settore.
Nell'ipotesi di apertura all'oligopolio, ovvero alla prevenzione sostitutiva, alternativa o integrativa del servizio nazionale offerto, ecco che il "purposer" può decidere di offrire un mix innovativo, svolgendo una selezione ottimale - da lui pensata per i suoi utenti - clienti - tra tutti i migliori pacchetti assicurativi proposti dai national e dai private "assurers".
L'agenzia delle entrate stessa, nella complessa realtà contingente caratterizzata dalla crisi economica, vedendo la difficoltà dei contribuenti nella regolare corresponsione delle imposte obbligatorie, potrebbe studiare - anziché continuare ad imporre l'attuale rapporto relazionale confessorio costituito dai meri moduli fiscali che privati, caaf, e commercialisti devono perennemente e meccanicamente compilare senza possibilità di adesione alla sempre più evoluta realtà peculiare contingente del singolo - un modello relazionale alternativo ed innovativo con il contribuente, con il quale - anziché ipotizzare ingenuamente o irragionevolmente l'evasione a giustificazione dei minor incassi dovuti alla crisi - preveda una forma di maggior premio previdenziale, a fronte del maggior scaglione di tasse denunciato e pagabile da ciascun sostituto d'imposta, nell'attualità contingente.
La stessa agenzia dovrebbe investire nella ricerca di nuove ed più attrattive formule fiscali, con cui, a partire da un'iniziale drastico abbassamento delle aliquote impositive di base che attualmente risulta essere nello scenario europeo - facciamo riferimento ad esempio all'attuale 66% italiano, 70% francese, 56% tedesco, 58% inglese, 48% spagnolo - a nostra modesta opinione eccessivo rispetto il contestuale stato di crisi dovuta al "pseudo-regime-di-fatto-usuraio" messo in atto da stati e banche - si potrebbe rilanciare l'economia generale.
Infatti l'eccessivo costo gestionale derivato dal mal investimento infrastrutturale e finanziario attuato da banche e Stati, fatto gravare ingiustamente sulle comunità e sui clienti, non potrà mai certo essere supportato a lungo da chicchessia specie nello stato di illiquidità generale da essi stessi enti generato, che presto genererebbe un'irreversibile involuzione negativa dei flussi monetari globali.
Solo innescando un riallinamento impositivo ad aliquota minima base del dieci per cento - come ai tempi della decima romana - , al quale aggiungere un innovativo metodo di tassazione progressiva a premi scalari, secondo l'effettiva capacità di contribuzione di ogni individuo, l'attuale situazione di empasse economica potrebbe quindi, a nostro avviso, essere definitivamente risolto.
Chiusa questa parentesi di analisi relativa alla revisione della fiscalità, considerabile anch'essa quale ricerca di innovazione da parte del marchio "Agenzia delle entrate", - utile anche in considerazione che, in difetto di tale sforzo innovativo, la gestione delle entrate, che presto diverrebbe assolutamente insostenibile per tutti, ci verrebbe "espropriata" dai poteri forti europei, con il tanto decantato possibile e prossimo trasferimento dell'amministrazione finanziaria pubblica italiana ed europea a Berna (cfr. dichiarazioni del ministro Passera) - continuiamo la descrizione dei vantaggi legati al miglioramento del processo di fidelizzazione di clienti e contribuenti.
Attraverso questo meccanismo, si sviluppa un processo di fidelizzazione del consumatore, il quale identifica con il segno distintivo gli elementi tangibili (ad esempio innovazione tecnologica) e intangibili (e.g. i valori comunicati dalla pubblicità) che caratterizzano il prodotto.
Questo segno distintivo di un azienda, ai sensi dell’ordinamento vigente, non è sottoposto ad alcun obbligo di registrazione seppure una scelta di questo tipo implica la possibilità di contraffazione dello stesso che potrebbe essere utilizzato da terzi peraltro legittimamente in quanto, sempre secondo la normativa in vigore, è si prevista la tutela del marchio di fatto (marchio non registrato) ma la sua tutela è limitata al territorio geografico di effettivo utilizzo ed è richiesta la prova dell’uso effettivo.
Da qui l’importanza di registrazione del marchio che implica una serie di vantaggi per il suo titolare che ottiene intanto il diritto di esclusiva all’uso dello stesso per distinguere ipropri prodotti o servizi vietandone l’uso da parte di terzi per prodotti o servizi affini. Inoltre il marchio può essere ceduto, affittato e sfruttato commercialmente tramite cessioni, concessioni di licenze, sponsorizzazioni, merchandising, franchising, al pari di ogni altro bene dell’azienda la quale, attraverso questo tipo di operazioni può incassare royalties e così ammortizzarne i costi sostenuti.
Altresì, l’esclusività che la legge assegna all’imprenditore che deposita il marchio con cui viene identificato il prodotto o il servizio che lo stesso commercializza, attraverso l’operazione di registrazione, assume anche una funzione sociale di grande importanza in quanto lo responsabilizza nei confronti del consumatore evitando pertanto che altri possa trarre vantaggio dal proprio credito acquisito nei confronti di questi ultimi.
L’operazione di registrazione di un marchio rimane dunque la scelta migliore per tutelare i propri investimenti e garantirsi la permanenza sul mercato rimanendo una manovra dai bassi costi e molteplici vantaggi. Importante il momento della compilazione della domanda di deposito per la registrazione che, non essendo modificabile una volta presentata, richiede nella fase di compilazione il supporto e la guida
di professionisti del settore.
Da un punto di vista geografico, i marchi possono essere tutelati in ambito nazionale, in ambito comunitario o in ambito internazionale, in relazione al mercato di sbocco dell’imprenditore.
La registrazione di un Marchio italiano, comunitario ed internazionale ha durata pari a 10 anni ed è rinnovabile per successivi decenni, a patto che sia pagata la tassa di rinnovo.
Non meno importante è la tutela delle invenzioni.
Il brevetto è un titolo giuridico in forza al quale viene conferito un monopolio temporaneo di sfruttamento dell'invenzione in un territorio e per un periodo ben determinati, al fine di impedire ad altri di produrre, vendere o utilizzare la propria invenzione senza autorizzazione.
Per invenzione si identifica una soluzione nuova e originale ed originale di un problema tecnico.
Essa può riguardare un prodotto o un processo (metodo, procedimento).
La registrazione di un Brevetto può avvenire attraverso un deposito in uno o più Paesi. La durata massima di un Brevetto è pari a 20 anni, previo regolare pagamento delle tasse annuali.
Nel caso in cui, il titolare del Brevetto non dovesse pagare la tassa annuale di mantenimento, il Brevetto perderà efficacia e l’invenzione diventerà di applicabilità comune.
Il titolare del Brevetto ha la facoltà di estendere il proprio Brevetto in altri Paesi, in un secondo momento, avendo un periodo di priorità pari a 12 mesi dal deposito del Brevetto.
Appunti di E.F.
(cfr. integrasrl)
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