E' tornata quanto mai di moda la vecchia forma di pagamento detta "a respiro" così definita nel gergo lombardo intorno agli anni settanta, per descrivere quel tipo di pagamento ove i creditori lasciavano ampia facoltà ai debitori di effettuare dei pagamento, non appena in possesso di una minima liquidità.
Con tale metodo tante aziende hanno potuto iniziare, progredire e trovare un'affermazione economica durata per molti anni, che ha loro permesso di mantenere famiglia e dipendenti, nonché di alimentare l'indotto e, per ultima ma non ultima, l'economia del paese contribuendo serenamente e regolarmente al gettito fiscale per diverso tempo.
Quell'epoca è ormai decisamente ritornata: e in un momento ove i creditori che sino a pochi mesi or sono, continuavano a chiedere piani di rientro con precise date di pagamento, non rispettate le quali si sarebbero avvalsi della facoltà di ricorrere all'interruzione del beneficio del termine, negando pure ogni forma di novazione, vista la confermata irreversibilità della crisi, i medesimi ora decidono sempre più frequentemente di concedere ai propri debitori il cosiddetto pagamento secondo disponibilità detto "a respiro".
Solo in questi termini infatti si sta riscontrando un successo negli incassi, cosa che invece non si verifica nei casi in cui si voglia perseguire la strada della persecuzione giudiziaria, con la quale altro non si rimedia se non, elevatissime spese avvocatizie e giudiziali, tempi lunghissimi, ed esiti negativi.
Infatti, un debitore che è sempre stato regolare e ben nominato sul mercato per molti anni, costituisce un caso di inequivocabile stato di buona fede professionale, ed è inequivocabile la sua volontà di tener fede a tutti gli impegni che prende.
Ma in caso di persecuzione giudiziaria, o di altra forma, come si sa, anche queste persone, appartenenti alle migliore famiglie di pagatori in passato, possono decidere di attuare uno stato di autodifesa, perché deve pensare principalmente alla propria sopravvivenza e secondariamente a soddisfare le pretese perentorie del creditore.
Ecco che allora si verificano i casi di chiusura, liquidazione o fallimento che sono tutte forme di autotutela, con le quali le aziende terminano una situazione insostenibile per poi passare ad una nuova situazione ex novo nei termini consentiti oppure con altre infinite alternative disponibili.
Ecco che quindi, ai cultori dell'intimazione, della ingiunzione, e del precetto, facciamo presente che tutti questi metodi sono attualmente anacronistici verso persone in effettivo stato di illiquidità, ma che comunque sarebbero volonterose di effettuare il pagamento in una progressione temporale secondo disponibilità.
Certamente queste persone, che vogliono continuare a lavorare per il proprio auto-sostentamento, ma anche per realizzare un guadagno progressivo raggiungibile con il raggiungimento di un certo fatturato stabile, con cui poter pagare anche stipendi, parcelle, canoni, imposte e tasse, se vengono aiutate dai propri creditori, mediante, dilazioni ad ampio respiro, oppure addirittura con condivisione o segnalazioni di nuovi lavori od invii di clienti interessati ai servizi peculiari dell'impresa debitrice, allora questi debitori potranno riuscire a pagare tutti i loro impegni.
Rivolgersi gentilmente ad un debitore sano, non intimandolo, bensì dandogli il buon giorno, chiedendogli i propri crediti gentilmente, dandogli la possibilità di superare un momento di crisi, significa essere un vero e proprio partner dotato di saggezza commerciale.
Sia che si tratti di un fornitore, che di un professionista, che anche di un creditore giudiziale, fiscale o esattivo, per avere la continua certezza di successo bisogna concedere ai debitori sani di potersi ricostituire, e così di poter completare i pagamenti dovuti.
Ogni altra azione intimidatoria, anche se sia stata efficace in tempi non sospetti, ora in tempi di crisi non può avere ulteriore successo.
Per quanto riguarda i fornitori, essi concedendo respiro al debitore temporaneamente in difficoltà, essi si assicurano il futuro lavoro con questo cliente nei tempi futuri, ovvero a crisi superata.
Mentre invece coloro che si saranno comportati impietosamente, perentoriamente, se non addirittura forzatamente verso i soggetti sani vittima di temporanea difficoltà generalmente diffusa, mai più saranno contattati dalle loro vittime e il passa parola negativo che queste ultime genereranno diffonderà su di loro un aura di irriconoscenza anacronistica verso chi, in precedenza era stato sempre regolare con loro per anche più di un trentennio.
Questi appunti servono semplicemente a dare spunti di riflessione utili sia agli amministratori privati che a quelli pubblici verso un concetto del rispetto del debitore, che se applicato in tempo di crisi può trasformarsi in una miniera d'oro futura a favore di chi si è comportato comprensibilmente e generosamente nei tempi in cui il debitore sano ha subito gli effetti di una crisi da lui non generata né desiderata, creata dalla mala gestio di molti poteri forti mal organizzati, gestiti e diretti.
La memoria della solidarietà, costituirà la migliore assicurazione verso per il futuro da parte di tutti coloro che la offriranno con signorilità, generosità, sensibilità e comprensione verso chi, anche se debitore, sia notoriamente impossibilitato a disporre somme ulteriori oltre a quelle necessarie per la propria sussistenza.
Facciamo respirare le aziende sane e queste torneranno a rifiorire alimentando in futuro, con grande riconoscenza, l'indotto di chi si è comportato umanamente con esse.
Ermanno Faccio
Con tale metodo tante aziende hanno potuto iniziare, progredire e trovare un'affermazione economica durata per molti anni, che ha loro permesso di mantenere famiglia e dipendenti, nonché di alimentare l'indotto e, per ultima ma non ultima, l'economia del paese contribuendo serenamente e regolarmente al gettito fiscale per diverso tempo.
Quell'epoca è ormai decisamente ritornata: e in un momento ove i creditori che sino a pochi mesi or sono, continuavano a chiedere piani di rientro con precise date di pagamento, non rispettate le quali si sarebbero avvalsi della facoltà di ricorrere all'interruzione del beneficio del termine, negando pure ogni forma di novazione, vista la confermata irreversibilità della crisi, i medesimi ora decidono sempre più frequentemente di concedere ai propri debitori il cosiddetto pagamento secondo disponibilità detto "a respiro".
Solo in questi termini infatti si sta riscontrando un successo negli incassi, cosa che invece non si verifica nei casi in cui si voglia perseguire la strada della persecuzione giudiziaria, con la quale altro non si rimedia se non, elevatissime spese avvocatizie e giudiziali, tempi lunghissimi, ed esiti negativi.
Infatti, un debitore che è sempre stato regolare e ben nominato sul mercato per molti anni, costituisce un caso di inequivocabile stato di buona fede professionale, ed è inequivocabile la sua volontà di tener fede a tutti gli impegni che prende.
Ma in caso di persecuzione giudiziaria, o di altra forma, come si sa, anche queste persone, appartenenti alle migliore famiglie di pagatori in passato, possono decidere di attuare uno stato di autodifesa, perché deve pensare principalmente alla propria sopravvivenza e secondariamente a soddisfare le pretese perentorie del creditore.
Ecco che allora si verificano i casi di chiusura, liquidazione o fallimento che sono tutte forme di autotutela, con le quali le aziende terminano una situazione insostenibile per poi passare ad una nuova situazione ex novo nei termini consentiti oppure con altre infinite alternative disponibili.
Ecco che quindi, ai cultori dell'intimazione, della ingiunzione, e del precetto, facciamo presente che tutti questi metodi sono attualmente anacronistici verso persone in effettivo stato di illiquidità, ma che comunque sarebbero volonterose di effettuare il pagamento in una progressione temporale secondo disponibilità.
Certamente queste persone, che vogliono continuare a lavorare per il proprio auto-sostentamento, ma anche per realizzare un guadagno progressivo raggiungibile con il raggiungimento di un certo fatturato stabile, con cui poter pagare anche stipendi, parcelle, canoni, imposte e tasse, se vengono aiutate dai propri creditori, mediante, dilazioni ad ampio respiro, oppure addirittura con condivisione o segnalazioni di nuovi lavori od invii di clienti interessati ai servizi peculiari dell'impresa debitrice, allora questi debitori potranno riuscire a pagare tutti i loro impegni.
Rivolgersi gentilmente ad un debitore sano, non intimandolo, bensì dandogli il buon giorno, chiedendogli i propri crediti gentilmente, dandogli la possibilità di superare un momento di crisi, significa essere un vero e proprio partner dotato di saggezza commerciale.
Sia che si tratti di un fornitore, che di un professionista, che anche di un creditore giudiziale, fiscale o esattivo, per avere la continua certezza di successo bisogna concedere ai debitori sani di potersi ricostituire, e così di poter completare i pagamenti dovuti.
Ogni altra azione intimidatoria, anche se sia stata efficace in tempi non sospetti, ora in tempi di crisi non può avere ulteriore successo.
Per quanto riguarda i fornitori, essi concedendo respiro al debitore temporaneamente in difficoltà, essi si assicurano il futuro lavoro con questo cliente nei tempi futuri, ovvero a crisi superata.
Mentre invece coloro che si saranno comportati impietosamente, perentoriamente, se non addirittura forzatamente verso i soggetti sani vittima di temporanea difficoltà generalmente diffusa, mai più saranno contattati dalle loro vittime e il passa parola negativo che queste ultime genereranno diffonderà su di loro un aura di irriconoscenza anacronistica verso chi, in precedenza era stato sempre regolare con loro per anche più di un trentennio.
Questi appunti servono semplicemente a dare spunti di riflessione utili sia agli amministratori privati che a quelli pubblici verso un concetto del rispetto del debitore, che se applicato in tempo di crisi può trasformarsi in una miniera d'oro futura a favore di chi si è comportato comprensibilmente e generosamente nei tempi in cui il debitore sano ha subito gli effetti di una crisi da lui non generata né desiderata, creata dalla mala gestio di molti poteri forti mal organizzati, gestiti e diretti.
La memoria della solidarietà, costituirà la migliore assicurazione verso per il futuro da parte di tutti coloro che la offriranno con signorilità, generosità, sensibilità e comprensione verso chi, anche se debitore, sia notoriamente impossibilitato a disporre somme ulteriori oltre a quelle necessarie per la propria sussistenza.
Facciamo respirare le aziende sane e queste torneranno a rifiorire alimentando in futuro, con grande riconoscenza, l'indotto di chi si è comportato umanamente con esse.
Ermanno Faccio
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