giovedì 27 settembre 2012

Intesa San Paolo usuraia?




SALERNO – L’accusa è pesante per sette funzionari di un istituto di credito, Intesa Sanpaolo: usura bancaria. Per uno di essi, il direttore della filiale di Cava de’ Tirreni dello stesso istituto di credito c’è anche l’appropriazione indebita. Tutto è avvenuto, tra il 2002 e il 2009, in danno di un imprenditore cavese del settore informatico che non solo è stato vessato dai cravattari allo sportello – secondo l’accusa della procura della Repubblica – ma è finito anche nelle «centrali di rischio», pregiudicando qualsiasi operazione finanziaria che avesse voluto effettuare. Danno, beffa e poi anche ostaggio del direttore della filiale cavese della banca che gestiva, sempre secondo le indagini della Guardia di Finanza, con eccessiva discrezionalità un altro conto corrente bancario dello stesso imprenditore.
L’esito di un lungo lavoro della Guardia di Finanza di Cava de’ Tirreni (guidata dal luogotenente Donato Affinito) è finito nell’avviso conclusione indagini del pm Vincenzo Senatore, lo stesso che ha coordinato una delicata inchiesta su una materia spesso a diversi bivi interpretativi, anche recenti, della Corte di Cassazione. La procura chiede il rinvio a giudizio dei sette dirigenti dell’istituto di credito per usura bancaria, per il direttore cavese anche per appropriazione indebita. Usura bancaria: cioè, il superamento sui conti in rosso di un imprenditore cavese dei tassi di interesse anche fino all’82 per cento in alcuni periodi (ed è, tecnicamente detta, usura oggettiva) e un superamento dei tassi medi (ed è la cosiddetta usura soggettiva) anche fino al 3,85 per cento, che equivale ad un incremento anche del 38% della media dei tassi applicati dalle altre banche negli stessi periodi.
I nomi. Vincenzo Grimaldi direttore Intesa Banco Napoli corso Mazzini di Cava de’ Tirreni (usura bancaria e appropriazione indebita), Virgilio Ferraioli, di Monza, Giandomenico Cattaneo, di Roveo Pero, Pierluigi Monceri di Varese, Marino Baitetta, Peschiera sul Garda, Stefano Calderano di Napoli, Mauro Tenti di Bolzano, tutti funzionari centrali della Rete Italia del gruppo bancario.
Le indagini.
 È l’estate del 2009 e un giovane imprenditore cavese Carmine D’Alessio, amministratore della «Mtn Internet Company srl» denuncia presunte irregolarità dell’istituto di credito presso il quale aveva aperto i conti correnti. Inizia così un percorso investigativo che rivede ben dieci anni di movimenti bancari, sia presso la filiale cavese che presso la sede centrale dell’istituto. Il pm Senatore nomina un perito. I calcoli sono presto fatti. Secondo il perito della procura i tassi di interesse praticati dalla banca varcano ampiamente la soglia di quelli previsti nei decreti ministeriali.
Nel corso delle indagini, riferiscono gli investigatori, è venuta fuori la condotta del dirigente della filiale della banca cavese che non restituiva danaro all’imprenditore. In pratica, l’imprenditore dopo aver ricevuto un bonifico di oltre diecimila euro e depositato su un altro conto corrente si vedeva trasferito il danaro sul conto in rosso. Ma per l’intera somma che eccedeva il debito con la banca, ed in larga misura. Di qui anche l’accusa di appropriazione indebita.
Ora si apre anche la fase nella quale gli indagati potranno produrrememorie e controperizie. «Il comportamento del direttore ha generato nell’opinione pubblica – sostengono gli investigatori della Guardia di Finanza – che il cittadino è impotente, non tutelato e che non può disporre dei propri soldi». In effetti, l’imprenditore si era visto «coprire» il debito con la banca con l’intera somma che aveva perpecito e depositato su un altro contro corrente bancario. L’attività del direttore della banca cavese sarebbe stato confortato dal placet dei suoi superiori «fino ad arrivare al dispregio del diritto del singolo, non concedeva inspiegabilmente al denunciante avente diritto la restante somma di denaro risultante da una compensazione tra crediti e debiti tra le parti, determinando un ingiusto profitto per l’istituto di credito».
Fonte: Il Mattino.it

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