mercoledì 27 giugno 2012

Il cambio che se cambiasse non cambierebbe

Ieri al bar o in tv non ricordo ho sentito uno che diceva: "ritornare alla lira?" Ma sono pazzi quelli che lo dicono.. vorrebbe dire andare a pagare un caffè con mezzo chilo di monetine..." allora dico a questo pettinatore di bambole, che no cìè niente di più assurdo nella sua convinzione. Sappia che monete come quella dell'afganistan, dell'armenia, ma anche del Giappone valgono oggi un centesimo della nostra. Ma il barista armeno la nostra moneta te la fa cambiare in dogana e al bar gli dei dare solo la sua.I fatto che deteniamo la seconda moneta mondiale dopo la sterlina non vuol dire poi tanto quindi: basta cambiarla in dogana. Quindi se noi, anzichè fare come facciamo oggi, cioè pagare il venti per cento di saggio di cambio al franco svizzero, decidessimo di uscire dall'euru e di non cambiare più il chf a 1.2 come oggi, ma a 1, ecco che potremmo dire di aver attuato una politica monetaria estera. La disperazione a riprogrammare i computer è solo quella dei bancari e non deve essere certo la nostra di cittadini. Come si può ben vedere la Grecia se ne frega delle regole ed anzi gioca pure col voto. Prende e non restituisce. La disperazione della Merkel sulla condivisione del loro debito è quindi una vera e propria farsa perché se infatti loro uscissero o ci inducessero ad uscire dall'euro, noi potremmo regolare sempre il nostro cambio doganale. Come oggi fanno ad esempio le isolette delle Bahamas ove uno svizzero, entrando in quel paradiso, si vedrebbe annientare istantaneamente il suo venti per cento di vantaggio che ha verso l'euro. L'arte del cambiavalute è svizzera e l'arte di subire i cambiavalute è italiana.

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