Cancellieri parla di Stato come se fosse un piccolo bimbo da proteggere: idea alquanto immatura? Stato siamo noi, Stato è il nostro stato, Stato è semplicemente lo stato di fatto del nostro stato economico, politico, organizzativo. Stato non è qualcosa da difendere se non è approvato dagli stessi cittadini, Stato è qualcosa da correggere, riorganizzare, rendere soddisfacente per tutti prima di poter essere chiamato "Il nostro Stato voluto ed approvato da tutti" e quindi difeso giustamente. Lo Stato erroneo e depauperante è solo lo Stato errato dal quale uscire subito. Quando i direttori di una organizzazione governativa vogliono imporre il proprio volere, solo perché approvato a larga maggioranza dai deputati eletti dagli elettori, oppure a larga maggioranza per l'inerzia dibattimentale che questo governo tecnico impone per la sua stessa natura originaria, e questo volere, queste delibere, queste decisioni, queste manovre creano solo disagi gravi alla gente, qualche reazione, dalle frange militanti di un popolo apparentemente inerte e remissivo come il nostro, prima o poi, ce la si deve aspettare: è la Storia che ce lo ricorda. Logicamente, quando una serie di atti di democrazia diretta, leciti come le manifestazione pacifiche, non vengono ascoltate dal potere esecutivo, quando le tante manifestazioni di gente che occupa le strade, occupa le fabbriche, assembra le piazze e i gazebo, che arrampica le torri, che scrive sui blog, che esprime il proprio dissenso, a voce unisona ormai, nelle piazze, nei bar e nelle case, sulla situazione pessima, critica, depauperante, pericolosa per la stabilità futura degli italiani, "derivata dai derivati", non vengono ascoltate ma semplicemente criticate, disattese, se non condannate sommariamente dall'equipe del governo tecnico, e dal suo entourage di giullari ex politici che, quando intervistati dalla stampa e dai telegiornali, sanno solo confermare ipocritamente la loro condanna ad ognuna di queste manifestazioni scaturite quasi sempre da esigenze comunicative di democrazia diretta inascoltate, ma da loro ridicolizzate ed ignorate, ecco allora, che la democrazia diretta viene, alla fine del ciclo epocale, gestita dalle frange violente e risolute, e si ricreano i climi minacciosi e terroristici degli anni di piombo, che vedono azioni violente, sino ad anche deflagrazioni, attentati ai quali seguono comunicati minacciosi di richiesta.
Avete letto i comunicati? Ricordate i comunicati delle BR? Sostanzialmente hanno sempre riguardato rivendicazioni e richieste correttive di certe politiche nazionali e certe azioni di grandi aziende esercitate ignorando la conseguente riduzione della stabilità lavorativa che ne sarebbe derivata ai danni di determinate classi lavoratrici o portatori di interessi. Ma anche altro, certo. Piazza Fontana, Moro, Biaggi, ed ora Adinolfi Ansaldo, ma anche Falcone e Borsellino, cosa stavano compiendo contro determinate classi sociali costoro? Forse che qualche grave istanza sociale, che non aveva avuto alcun ascolto attraverso i normali mezzi di democrazia diretta è stata difesa da parte degli interessati o dai loro mandatari, con l'unico metodo metodo che l'Homo Italicus conosce, dopo il fallimento, la perdita del territorio o il suicidio, - che il sistema gli fa subire - ovvero quello dell' attentato diretto se non addirittura della guerriglia? La Storia e la cinematografia continua ad insegnarcelo: come pretendere quindi che al culmine dell'esasperazione sociale attuale, e dopo gli innumerevoli suggerimenti bellici o terroristici quotidiani che la cronaca o l'industria dello spettacolo ci ricordano e propinano, qualcuno non sia ricorso ad azioni bellicose? I paesi del nord Africa hanno visto episodi ben più gravi che hanno risolto in modo ben più drastico e rapido la situazione del loro Stato erroneo: la serie di colpi di Stato susseguitisi in quelle zone ad opera di quei popoli ne è stata appunto la realizzazione a cui tutti abbiamo assistito. Ed ora, dopo i recenti dati di cronaca che hanno enumerato il continuo susseguirsi di suicidi di imprenditori italiani, di famiglie rovinate, di persone disperate senza casa perché hanno perso tutto, - e non ultima - , la recente conferma del risultato elettorale registrato alle amministrative che ha visto la sensazionale crescita delle liste che sono contro gli sprechi pubblici e che sono pro cittadinanza, famiglie e lavoro in Italia, e contemporaneamente il clamoroso crollo delle liste dei principali partiti di maggioranza preesistenti che non solo non hanno saputo dare una giusta risposta alle pretese della BCE, ma addirittura si sono fatte sostituire nell'azione esecutiva delegando un'equipe estratta dal peggiore dei poteri forti, ovvero quello bancario, che nulla sa sull'economia reale, ma continua a predicare astratti concetti di crescita - assolutamente non necessaria perché ora serve solo stabilità e recupero dell'enorme perdita che loro stesse hanno creato alla società attraverso le scommesse borsistiche su titoli economicamente insussistenti - incredibilmente echeggiati dai principali porta voci di confindustria, degli ordini, delle Istituzioni, dei sindacati e dei partiti, come fossero tutti in una sorta di stato di afasia collettiva che non fa loro distinguere il significato reale delle parole.
Non può dirsi infatti che debba crescere un organismo Statale come quello di Italia, Spagna e Grecia che stia per subire la decurtazione delle proprie gambe. Semmai si deve prima parlare, ricorrendo ad un paragone chirurgico, di "prevenzione dell'amputazione delle gambe", oppure di "applicazione di nuove protesi", prima di qualsiasi crescita.
Le cose stanno cambiando con una rapidità tale che se non muoviamo subito le azioni giuste, - non quelle che i tecnici ci continuano erroneamente a propinare -, nulla sarà più come prima. La preoccupazione di pagare le tasse, ad esempio, sarà vista da tutti come l'ultimo dei problemi, perché il prioritario sarà il proprio sostentamento. Gli iper sanzionisti, lo stato dell'inquisizione finanziaria, i giudici non avranno più senso di esistere.
Tutti dovranno preoccuparsi di ricominciare, di guadagnare, di incassare qualcosa per vivere. Molti si suicideranno ancora, molte aziende chiuderanno lasciando a casa altre migliaia di persone, le famiglie si disferanno, neanche gli avvocati saranno più pagati e andranno a fare i camerieri per sopravvivere mentre gli anziani dovranno vendere la loro casa ad un quarto del suo valore lasciando il nulla gli eredi.
Questo scenario di disastro globale si può fermare solo in un modo: difenderci da tutto questo. E se qualche frangia di estremismo fisiologico vorrà evitare questa strage di innocenti con ulteriori azioni attentanti dirette, purtroppo non sarà altro che la storia antropologica che si ripete giustificatamente, e non saranno certo le invettive del Presidente della Repubblica o di questo o quell'onorevole, cieche e inascoltanti o inintelligenti che lo fermeranno.
Se invece che emarginarlo, ignorarlo, condannarlo, estremizzarlo senza intelligere cosa egli voglia esprimere col suo gesto, senza che gli esecutivi cerchino di capire cosa, questo estremista che non agisce contro la gente ma contro il potere forte ingiusto per qualche ragione, e lo fa, in ultima istanza, solo per difendere il potere ultimo e reale ovvero quello spettante al popolo lavoratore, questi organi intervenissero diplomaticamente nella correzione politica negoziale della vicenda di cui è causa l'attentato o la serie dei medesimi, questi ultimi sicuramente, poiché fiosiologici, rientrerebbero immediatamente.
Certo anche che non si debba cedere se non ve ne è ragione, e qui bisogna appunto distinguere tra terrorismo fisiologico e terrorismo ingiusto e gratuito, e perseguire esemplarmente solo quest'ultimo, intelligendo le ragioni del primo.
Prevaricazione, inascolto, retorica di condanna, reiterazione di ogni abuso di potere invece, non faranno altro che ignorare l'esigenza dell'organo sovrano popolare, che pur se inconsapevole, da sempre, vede nella sua composizione anche frangie di estremisti.
In Grecia, le banche ricattatrici vorrebbero imporre condizioni capestro per dare i fondi di salvataggio e i Greci resistono.
Hanno creato ben 33 valute interne diverse e si scambiano le prestazioni lavorative, professionali e commerciali attraverso lo stacco di buoni di credito che si sono stampati.
Non che si tratti di una situazione impossibile o inaccettabile, ma se non vogliamo arrivare anche noi presto a questo, se non vogliamo retrogradarci sino tal punto, prepariamoci ed ascoltiamoci tutti senza prepotenze di classe o prevaricazioni da parte dei poteri forti sui deboli.
Non possiamo giudicare, possiamo solo comprendere.
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